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Notizie

I toscani che hanno fatto la storia: Tiziano Terzani

Il giornalista che pianse la corruzione dell'Asia da parte dell'Occidente materialista

Tiziano Terzani, giornalista e scrittore toscano, ha raggiunto la fama internazionale raccontando la corsa dell'Asia verso la modernità abbinando la curiosità di uno scrittore di viaggi a una profonda sensibilità interiore.

 

Conosci la sua storia?

7 curiosità su Tiziano Terzani, nato a Firenze il 14 settembre 1938, fu corrispondente dall’Asia per il settimanale tedesco Der Spiegel per più di 30 anni e collaboratore regolare per il Corriere della Sera e La Repubblica.

 

Il tema dominante dei suoi scritti era l'alto costo sociale/culturale dell'incontro dell'Asia col materialismo occidentale.

           

 

  • Gli anni di formazione

Dopo aver conseguito il diploma presso il Liceo classico, la Banca Toscana gli offrì un lavoro. Una proposta che aveva entusiasmato i genitori di Terzani, di umili origini, ma spaventato immensamente Tiziano “Per me era la morte civile. Però avevo tutta la famiglia contro”. Si fece forza e non accettò il lavoro continuando a studiare. Tentò l’ammissione al collegio Medico-Giuridico annesso alla Scuola Normale di Pisa e fu ammesso, poi andò all'Università di Leeds per perfezionare il suo inglese e studiare diritto internazionale. Assunto dalla Olivetti a metà degli anni Sessanta, si sentì però presto inadatto alla vita aziendale e attratto dal giornalismo.

 

  • Il suo amore a prima vista per l’Asia

           

Per un caso fortuito, in una delle trasferte lavorative per la Olivetti, dovette andare in Asia: sviluppò negli anni una passione così profonda per quei luoghi che nel corso del tempo decise di abitarvi in pianta stabile con tutta la famiglia.

 

  • La nuova vita da giornalista

Durante i suoi viaggi all'estero per Olivetti, Terzani inizia a lavorare per L'Astrolabia, settimanale socialista e, dopo aver lasciato Olivetti, si reca negli Stati Uniti, dove arrivò con una borsa di studio per studiare cinese alla Columbia University, dal 1967 al 1969.

Tornò poi in Italia per lavorare presso Il Giorno di Milano. Ma, ansioso di ritornare in Asia, bussò alle porte di molte riviste in tutta Europa: nel 1971, il quotidiano tedesco Der Spiegel lo assume.

 

  • Scrittore, oltre che giornalista

I suoi scritti, estremamente affascinanti, non sono mai passati inosservati, anche se il suo lavoro più conosciuto è di fatto “Un indovino mi disse” (1995), dove racconta come ha rinunciato a viaggiare in aereo per un anno su consiglio di un indovino: in questo modo è riuscito ad ammaliare i suoi lettori con i suoi viaggi fatti su imbarcazioni lente, ferrovie e autostrade nel sud-est asiatico.

 

  • Un fiorentino nel mondo

Tiziano Terzani era talmente orgoglioso della sua città di nascita “che quando gli chiedevano se fosse italiano - ricorda la moglie Angela - lui rispondeva "sono fiorentino" con quel tono di sprezzatura rinascimentale in cui si identificava”.

 

  • Ma anche il distacco verso la sua città natale

Di famiglia di origini modeste, Terzani aveva la sensazione che lo splendore culturale di Firenze fosse qualcosa da apprezzare come se fosse un museo, qualcosa da cui uno spirito libero doveva, a tutti i costi, sfuggire. Le sue radici fiorentine avevano molto a che fare con la sua profonda avversione per il turismo - "una delle industrie più spregevoli e distruttive sulla faccia della terra" - e con il suo altrettanto profondo entusiasmo per i viaggi.

 

  • Lo scontro con Oriana Fallaci

All’indomani dell’attacco delle Torri Gemelle nel 2001, l’opinione pubblica e tutti gli intellettuali del mondo iniziarono a dire la propria sul fatto appena accaduto. In Italia, i toni più accesi furono quelli fra Oriana Fallaci e Tiziano Terzani, entrambi fiorentini, entrambi giornalisti, entrambi testimoni di guerre differenti.

La Fallaci era ormai trasferita in pianta stabile a New York da diversi anni, e il giorno dell’attacco terroristico si trovava nella sua casa nell’Upper East Side: non esitò a scagliarsi con toni molto forti verso il mondo islamico (dalla sua lettera al Corriere della Sera nacque poi uno dei suo libri più famosi La Rabbia e l’Orgoglio).

In risposta a questo j’accuse, Terzani scrisse Lettere contro la guerra dove sottolinea come  la lettera della Fallaci gli procurò “una gran tristezza”, perché “il punto centrale della risposta della Oriana era non solo di negare le ragioni del nemico, ma di negargli la sua umanità, il che è il segreto della disumanità di tutte le guerre”.

E poi: “È un momento di enorme responsabilità perché certe concitate parole, pronunciate dalle lingue sciolte, servono solo a risvegliare i nostri istinti più bassi, ad aizzare la bestia dell’odio che dorme in ognuno di noi […] E tu, Oriana, mettendoti al primo posto di questa crociata contro tutti quelli che non sono come te o che ti sono antipatici, credi davvero di offrirci salvezza?”.

 

           

 

Da giovane giornalista, con il portamento eretto, i capelli scuri e i baffi, nei suoi ultimi anni, si fece crescere una barba imponente indossando un lungo kurta indiano bianco: divenne una figura praticamente iconica.

Era un uomo di stile, esigente in fatto di vestiti, oggetti d'antiquariato, musica, case e finestre con vista. Ma in ogni sua stravaganza, non c’era mai traccia di avidità o eccesso.

Tiziano Terzani ha saputo trasmettere la sua saggezza ai lettori in Italia, Germania e molti altri paesi, attraverso quasi quattro decenni di intrepide esplorazioni, descrizioni brillanti e a volte critiche verso la direzione in cui il mondo, e in particolare l'Asia, che amava così tanto, si stava dirigendo.

 

 

fonte immagini: vanity fair, the vision, barnum review