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Firenze

Notizie

I toscani che hanno fatto la storia: Oriana Fallaci

8 curiosità su una delle più grandi firme toscane, italiane e mondiali

Oriana Fallaci, giornalista italiana e corrispondente di guerra, si è guadagnata lo status di icona internazionale per la sua scrittura appassionata, spesso senza mezzi termini, e per le sue interviste approfondite con figure mondiali di spicco come Henry Kissinger, Indira Gandhi e lo scià dell'Ayatollah Khomeini.

 

Conosci la sua storia?

8 curiosità su Oriana Fallaci, nata a Firenze il 29 giugno 1929, fu giovane partigiana durante la seconda guerra mondiale. Quando si parla di lei, non si sa mai se iniziare con le sue opere o con la sua personalità. Le due cose vanno di pari passo ed entrambe sono impossibili da trascurare.

 

  • L’apporto alla Resistenza Italiana

Oriana Fallaci era la prima di quattro sorelle; il padre Edoardo fu un attivo antifascista che la coinvolse, giovanissima, nella Resistenza col compito di staffetta. Per il suo attivismo, ricevette un riconoscimento d'onore dell'Esercito Italiano.

 

  • Iscritta a Medicina, diventa giornalista

Dopo aver conseguito il diploma al liceo classico, si iscrive prima a Medicina, poi cambia idea e si iscrive a Lettere. Dura poco: inizierà giovanissima la sua carriera di giornalista non terminando mai l’università. In quegli anni conosce Curzio Malaparte che riconosce come suo maestro.

 

 

  • Si trasferisce nella Grande Mela, la sua seconda casa per tutta la vita

Oriana decise di immergersi totalmente nella scrittura: il suo stile la portò presto a collaborare con alcune delle maggiori case editrici europee e mondiali. Nel 1955 fa il suo primo viaggio a New York: da quel momento in poi diventa tappa fissa della sua vita fino a che, nel 1965, compra casa nella Grande Mela. 

Dell’America mi piacciono i western, i ponti, i biondi, la Costituzione, sebbene sia spesso dimenticata, il roast-beef che qui lo cuociono bene. E poi mi piace il garbo delle telefoniste che qui non sono villane, mi piace il sorriso con cui i poliziotti del Kennedy Airport mi dicono tutte le volte che torno a New York: ‘Welcome home’, benvenuta a casa. Capisci? Sanno benissimo che la mia vera casa non è a New York, è a Firenze, eppure quando rientro mi dicono: ‘Welcome home’.

Nei primi anni 90 la Fallaci ci si trasferisce in pianta stabile, e sarà lì che nel settembre 2001 assisterà nel suo villino nell’Upper East Side all’attacco delle Torri Gemelle. 

 

  • L’amicizia con Pier Paolo Pasolini

La vita della Fallaci è fatta di incredibili incontri; due gli uomini che nella sua vita hanno contato davvero: Alekos Panagulis, a lui è dedicato il libro Un uomo, e Pier Paolo Pasolini che di Panagulis per lungo tempo fu traduttore dal greco all’italiano. 

                                                    

Diventammo subito amici, noi amici impossibili...La malinconia te la portavi addosso come un profumo e la tragedia era l’unica situazione umana che tu capissi veramente. Se una persona non era infelice, non ti interessava. Ricordo con quale affetto, un giorno, ti chinasti su me e mi stringesti un polso e mormorasti: “Anche tu, quanto a disperazione, non scherzi!”

Quando nel 1975 Pier Paolo Pasolini fu trovato morto sulla spiaggia di Ostia, Oriana Fallaci fu una delle prime persone a non credere alla ricostruzione dei fatti e a chiedere a gran voce la verità sulla morte dell’amico fraterno. 

 

  • Interviste scomode

Amava scrivere di tutto: dai romanzi ai dispacci di guerra e non disdegnava affatto intervistare le celebrità.

Le domande della Fallaci erano spesso insidiose, potevano metterti davvero a nudo.

Qualche esempio? Iniziò un’intervista con Gina Lollobrigida affermando: "Non penso che tu sia stupida come la gente dice". 

A Gheddafi chiese: "Sai di non essere amato?” 

                          

Quando si trovò davanti a Khomeini, dopo aver più volte criticato la condizione della donna in medio oriente, quest’ultimo le disse: “Se non ti piace il vestito islamico non sei obbligata a indossarlo. Il chador è solo per donne giovani e rispettabili. "

La Fallaci non se lo fece ripetere, se lo levò dalla testa, dicendo: “È molto gentile da parte tua, imam. Ora mi tolgo questo stupido straccio medievale. ”

Era spiritosa, ben preparata, si metteva nei panni dell’antagonista; ha indotto molta gente a dire cose che normalmente non avrebbe mai detto.

Forse proprio per le modalità in cui intervistava, la Fallaci non concedeva interviste. Mai. 

 

  • Amava stare sola

Le piaceva dire di aver conseguito una laurea in solitudine alla Sorbona. Non riusciva a lavorare se aveva persone accanto: doveva essere sola per portare a termine il suo lavoro.

Ho difficoltà a scrivere quando qualcuno è in giro. Gli uomini sanno isolarsi per scrivere perché le loro mogli non osano disturbarli. Ma è diverso per le donne perché gli uomini le interrompono sempre, chiedendo un bacio o una tazza di caffè.

 

  • Una donna severa

L’immagine che dava al mondo era quella di una donna severa, dall’apparenza quasi militaresca. Il suo modo di vestire e i capelli pettinati sempre nello stesso modo, come se indossasse sempre un’uniforme. 

Con severità rifiutò molte comodità portate dalla tecnologia nel tempo; per esempio il computer. Non ne ebbe mai uno.  

Lavorò tutta la vita con la stessa Olivetti: la stessa macchina da scrivere di quando era corrispondente di guerra in Vietnam. 

Se non sento battere i tasti, le parole non mi arrivano- i pensieri non arrivano.

 

  • Il ritorno a Firenze, a tutti i costi

Non ha paura della vecchiaia. Al contrario, le piace e non sopporta... 

Non capisco chi si vergogna di essere vecchio e cerca di apparire meno vecchio di loro. (...)La vecchiaia è una vittoria, uno stato di fortuna, dato che l'alternativa è il cimitero: non è vero? 

Malata da molto tempo di cancro ai polmoni, nel 2006 La Fallaci morì a Firenze, dopo un peggioramento delle sue condizioni di salute.  

 

Era suo preciso desiderio morire ed essere sepolta nella città che le aveva dato i natali. 

Voglio morire nella torre dei Mannelli guardando l'Arno dal Ponte Vecchio. Era il quartier generale dei partigiani che comandava mio padre.

 

 

Scrittrice di fama mondiale, molti dei suoi libri sono diventati best seller internazionali come Lettera ad una bambino mai nato o La rabbia e l’orgoglio.

Una donna carismatica e pragmatica.

Che amava gli aeroplani ma aveva paura degli ascensori.                                                                                                      

Che fumava quasi due pacchetti di sigarette al giorno e apriva la sua corrispondenza sempre con qualche mese di ritardo.                                             

Quando seppe di avere un cancro, non chiese all'oncologo quanti anni le erano rimasti da vivere, ma quanti libri le erano rimasti da scrivere.

Era La Fallaci.

 

 

fonte immagini: donna glamour, wikipedia, pinterest, centro studi pierpaolopasolini, casa arsa, inchiostro uniPV, linkietsa