A Firenze, la stagione si apre con uno degli eventi più radicati nella tradizione cittadina: lo Scoppio del Carro, che si svolge la domenica di Pasqua in Piazza del Duomo. Il meccanismo è noto, ma continua a “funzionare”: il carro, carico di fuochi d’artificio, viene incendiato tramite un razzo a forma di colomba che parte dall’interno del Duomo. Il risultato non è solo scenografico, ma simbolico, legato a una ritualità che affonda nel Medioevo e che ancora oggi coinvolge la città in modo diretto.
Restando nel campo delle tradizioni, ma spostandosi verso contesti meno centrali, la primavera è anche il periodo delle rievocazioni storiche e dei rituali locali.
A Chianciano Terme si svolge l’Antica Giudeata, una rappresentazione della Passione che coinvolge l’intero borgo, mentre a Pienza la Processione degli Scalzi mantiene un carattere più raccolto e suggestivo, con i partecipanti che percorrono le strade in silenzio, secondo una pratica che conserva una dimensione quasi privata. Alla fine di maggio, a Santa Fiora, torna il Canto del Maggio, una tradizione popolare legata al passaggio di stagione, in cui gruppi di cantori attraversano il paese portando musica e testi che raccontano la vita rurale e il rinnovarsi del ciclo naturale.
La Primavera è il momento in cui il paesaggio toscano cambia
La Val d’Orcia e la Maremma sono probabilmente le aree in cui questa trasformazione è più evidente: colline che passano dal marrone invernale al verde carico, campi coltivati che disegnano geometrie nette, fioriture spontanee che rendono il territorio particolarmente adatto alla fotografia e al trekking. Sono mesi in cui ha senso camminare, fermarsi, osservare, senza la pressione delle alte stagioni.
In questo contesto si inseriscono anche eventi legati al mondo botanico e al giardinaggio, come Cetona in Fiore, che trasforma il borgo in uno spazio espositivo diffuso, tra piante, installazioni e piccoli produttori.
Sempre all’aperto, ma con un’impostazione diversa, il Giardino dei Tarocchi offre un’esperienza più artistica, con le grandi sculture ispirate agli arcani maggiori che dialogano con la luce e i colori della stagione.
Per chi cerca un contatto più diretto con l’acqua, il Parco dei Mulini a Bagno Vignoni permette di accedere a vasche termali all’aperto in un contesto paesaggistico ancora poco alterato.
A Primavera riaprono con continuità cantine, mercati e spazi legati all’enogastronomia; nel Chianti riprendono i tour tra i vigneti, con degustazioni che accompagnano l’inizio del ciclo produttivo: a Suvereto per esempio, eventi come Super Wine, mettono al centro etichette selezionate e piccoli produttori.
Mostre e attività all’aperto a Primavera
Non manca poi la dimensione culturale. Tra le mostre della stagione spicca quella dedicata a Mark Rothko a Firenze, un’occasione interessante per vedere come un artista legato all’astrazione e al colore venga inserito in un contesto storico come quello fiorentino. È un dialogo che funziona proprio per contrasto, e che conferma come la regione non sia soltanto conservazione, ma anche spazio espositivo attivo.
Infine, con l’allungarsi delle giornate, tornano le attività all’aperto più semplici: percorsi in bicicletta tra le colline del Chianti e della campagna senese, camminate leggere lungo la costa, prime soste sul mare tra la Versilia e l’Argentario.
Photo credits: Itinerari d'arte





