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Consigli di viaggio

Laghi in Toscana: itinerari d’acqua tra montagne, riserve e paesaggi aperti

Cinque tappe per attraversare la regione seguendo bacini naturali e artificiali

La Toscana non è immediatamente associata ai laghi, eppure l’acqua ferma costruisce una geografia parallela, meno evidente rispetto alle colline e alle città d’arte, ma altrettanto articolata. Tra bacini artificiali nati per esigenze idriche e specchi d’acqua integrati in ecosistemi complessi, si disegna una mappa dei laghi toscani che attraversa montagne, pianure e costa; seguirla in primavera o all’inizio dell’estate significa muoversi con ritmi diversi, alternando cammini, soste e osservazione.

 

LAGO DI BILANCINO

Nel Mugello, il Lago di Bilancino è probabilmente il più accessibile.
Creato negli anni Novanta per regolare le acque dell’Arno, oggi è diventato uno spazio ibrido, dove convivono attività sportive, percorsi ciclopedonali e zone balneabili. Le rive sono attrezzate con stabilimenti, noleggio canoe e piccoli bar stagionali; l’accesso è gratuito nella maggior parte delle aree, mentre alcune spiagge organizzate prevedono ingressi giornalieri. Nei fine settimana la frequentazione aumenta, ma resta uno dei pochi luoghi in Toscana dove il lago si vive anche in modo dinamico.

 

LAGO DI MASSACIUCCOLI

Di segno diverso è il Lago di Massaciuccoli, inserito nel sistema del Parco di Migliarino, San Rossore e Massaciuccoli. Qui il paesaggio è palustre, orizzontale, costruito su canneti e specchi d’acqua bassi; è un ambiente più silenzioso, adatto al birdwatching e alle passeggiate su passerelle in legno. Nei dintorni si trovano piccoli punti ristoro e noleggio di biciclette, mentre la visita alla villa di Giacomo Puccini aggiunge una dimensione culturale al percorso. L’accesso alle aree naturalistiche è generalmente gratuito o regolato da contributi minimi per la manutenzione.

 

LAGO DELL’ACCESA

Spostandosi verso l’interno, tra le Colline Metallifere, il Lago dell’Accesa introduce un’altra variazione. Qui l’acqua è limpida, con fondali visibili anche a distanza dalla riva, e il contesto è più raccolto; alcune zone sono attrezzate per la balneazione libera, altre restano più selvatiche - la presenza del vicino parco archeologico, con resti etruschi distribuiti nel territorio, rende la visita meno immediata ma più stratificata, nei mesi caldi sono attivi chioschi e piccoli bar, mentre il parcheggio è regolato in alcune aree.

 

LAGO DI GRAMOLAZZO

Salendo verso le Apuane, il Lago di Gramolazzo cambia ancora registro. Situato a oltre 600 metri di altitudine, è un bacino artificiale che però si integra con un paesaggio montano più marcato; le rive sono frequentate da escursionisti e campeggiatori, con strutture ricettive, ristoranti e aree picnic distribuite lungo il perimetro. Qui il lago diventa punto di partenza per trekking verso le cime circostanti, più che destinazione autonoma; l’accesso è libero, con servizi diffusi ma non invasivi.

 

LAGO DI SANTA LUCE

Infine, sulla costa pisana, il Lago di Santa Luce rappresenta un caso particolare. Nato come invaso artificiale, è stato progressivamente colonizzato da vegetazione palustre fino a diventare una riserva naturale protetta. La pesca è vietata, l’accesso è regolato, e l’esperienza è orientata all’osservazione della fauna, soprattutto avicola -non ci sono stabilimenti né servizi invasivi; nei dintorni si trovano agriturismi e piccoli punti di ristoro, ma il lago mantiene un carattere più controllato e meno turistico.

 

Questi cinque luoghi non esauriscono la varietà dei laghi toscani, ma ne restituiscono la struttura: ambienti diversi, funzioni diverse, modi diversi di stare sull’acqua. Non esiste un unico modello e proprio per questo vale la pena considerarli come tappe di un itinerario più ampio, in cui il paesaggio cambia senza soluzione di continuità.

 

Photo credits: Turismo massa marittima