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Firenze

Notizie

Le esportazioni di Vino Toscano 2017 premiano la “botte piccola”

Dal mercato dei campanili alla riscossa delle territorialità emergenti

In questi giorni di Vinitaly 2018, val la pena guardare indientro ai dati riguardanti l’export del vino toscano nel 2017, per capire meglio i trend del settore. I dati fotografano una situazione positiva e in lieve crescita rispetto all’anno precedente. La Toscana rimane saldamente al secondo posto tra le regioni italiane per quantità di vino esportato, incrementando di 5 punti percentuali il valore dell’export nel primo semestre 2017. Fin qui nulla di diverso dal trend registrato negli ultimi anni: se pur in maniera più lenta rispetto alla media nazionale, le esportazioni di vino toscano continuano a crescere di anno in anno.

Non solo grandi Rossi DOP

La novità è che per la prima volta non sono i Rossi DOP toscani a trascinare i mercati internazionali, ma crescono i Supertuscan ed i Bianchi. I vini DOP, dei quali fanno parte le denominazioni DOCG, DOC e IGP, sono all’apice della piramide della qualità e di conseguenza godono di maggiore fiducia da parte dei consumatori. Fiducia che si riflette anche sui mercati esteri. La Toscana è terra di grandi Rossi, dei quali il Sangiovese è il vitigno di riferimento, che occupa in Toscana oltre il 62% dei terreni disponibili per la coltivazione enologica.

Le DOP più blasonate, come Chianti, Chianti Classico, Nobile di Montepulciano, Vernaccia di San Gimignano e Brunello di Montalcino hanno fin ora pressoché catalizzato il mercato delle esportazioni enologiche toscane. Tra i vini rossi DOP esportati dall’Italia, i rossi toscani rappresentano il 38% del totale.

I dati fotografano la superpotenza delle denominazioni territoriali già famose e affermate. I produttori di grandi dimensioni ai quali è saldamente ancorata l’immagine del brand Toscana, sono certamente sinonimo di qualità, ma non rappresentano in maniera completa il panorama del vino toscano.

La Toscana delle tipicità emergenti

I numeri forniti da ISMEA (Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare) dipingono una Toscana enologica formata da oltre 22 mila aziende di piccole o medie dimensioni. Il vino toscano non è quindi solo legato ai grandi Rossi, ma è soprattutto quello delle territorialità emergenti. Nei calici dei piccoli produttori di vino delle Colline Lucchesi, del Valdarno, della Garfagnana, della Maremma e dell’Isola d’Elba si trovano tradizione e tipicità.

I piccoli produttori, che spesso operano al di fuori dei più famosi disciplinari, devono compiere uno sforzo ancora maggiore per farsi conoscere. Per far capire ai big spenders internazionali che “nella botte piccola c’è del vino veramente buono”, la strada è ancora lunga. Occorre sfruttare maggiormente il brand regionale Toscana e promuovere eventi che vadano oltre le classiche Anteprime Toscane.

Ma qual è la strategia vincente per far emergere i piccoli produttori?

Brand Toscana: territorio e turismo a servizio del vino

Il mercato internazionale del vino sta mutando significativamente profilo e accanto ai classici mercati forti quali USA, Germania, Canada e Regno Unito si registrano crescenti consumi nei mercati asiatici e in Russia. La vendemmia 2017 inoltre ha registrato una preoccupante scarsità produttiva, che ha causato un aumento dei costi aziendali destinato a riversarsi sui listini. Il prezzo non rappresenta l’unico elemento di incertezza: il timore di dazi da parte degli Stati Uniti aleggia da qualche tempo sul mercato toscano, anche se per il momento i prezzi medi dell’export del vino nostrano sono inferiori rispetto a quelli di altre tipicità.

Da qui l’esigenza dei piccoli produttori di fare network e di trovare nuovi canali di vendita che consentano la crescita.

Un canale interessante da sfruttare per l’internazionalizzazione è l’enoturismo. Il turismo del vino è entrato recentemente a far parte delle priorità legislative nazionali, grazie all’inserimento nella Legge di Bilancio 2017 di un emendamento specifico, conosciuto come Ddl Stefàno. Questa legge prevede agevolazioni e benefici fiscali per le cantine che vogliono far conoscere i propri vini, non solo attraverso degustazioni, ma anche con attività tese a promuovere l’intero patrimonio aziendale, strettamente connesso con il territorio. La legge sull’enoturismo dà dignità ad un settore strategico per il vino italiano, che da solo vale più di 2,5 miliardi di euro l’anno. L’enoturismo ha un ruolo determinante nello sviluppo delle vendite del vino e rappresenta una forma atipica di internazionalizzazione, poiché non sono le merci a viaggiare verso i consumatori, ma i turisti a muoversi verso le terre di origine dei vini.

Ma come possono le piccole aziende produttrici sfruttare al meglio il legame tra marketing del territorio, turismo ed export con l’obiettivo di vendere i propri prodotti?

Promuovere le piccole eccellenze online

It’s Tuscany è il portale che nasce con l’obiettivo di promuovere il brand Toscana in maniera innovativa e completa, fornendo alle aziende toscane strumenti di promo-divulgazione online in grado di raccontare se stesse, il territorio e le sue tipicità. It’s Tuscany è un canale che fa incontrare l’offerta di prodotti 100% toscani con la relativa domanda online, andando ad intercettare non solo il mero intento transazionale, ma contribuendo a creare buzz attorno alle realtà medio-piccole meno conosciute, in modo da aumentarne notorietà e reputazione. In questo modo facciamo emergere le piccole eccellenze, le “botti piccole”, che hanno un ruolo cruciale nella costruzione del brand Toscana