Partiamo subito da una premessa. I rifugi sono strutture nate per offrire riparo agli escursionisti lungo i sentieri, spesso gestite dal CAI o da enti locali, essenziali negli arredi ma preziose per chi affronta itinerari di più giorni o viene sorpreso dal maltempo. Non sono alberghi e non vanno considerati come un'alternativa gratuita a una struttura ricettiva: rappresentano un punto d'appoggio da utilizzare con rispetto, lasciandoli sempre nelle stesse condizioni in cui si trovano.
Oltre i 1.300 metri, quando il sole tramonta, la temperatura può scendere facilmente sotto i 10 °C, soprattutto nelle faggete del Casentino e sull'Appennino Pistoiese. Un pile, una giacca impermeabile e una torcia frontale dovrebbero sempre trovare posto nello zaino. Quanto alla fauna, gli incontri più frequenti sono con caprioli, cervi, daini, volpi e cinghiali; nelle aree più selvagge è presente anche il lupo appenninico, animale estremamente schivo che tende ad allontanarsi molto prima di essere visto.
Capanna delle Guardie, nel cuore del Pratomagno
Il primo punto d'appoggio da conoscere è Rifugio Capanna delle Guardie, a circa 1.340 metri di quota, tra la Riserva di Vallombrosa e il Bosco di Sant'Antonio. Si tratta di un bivacco sempre aperto che dispone di nove posti letto, distribuiti su tre letti a castello, oltre a un camino, tavoli e un acquaio interno. All'esterno è presente una sorgente che, nei periodi particolarmente secchi, può però ridurre la portata; conviene quindi partire sempre con una buona riserva d'acqua.
L'auto si può lasciare nelle aree di sosta lungo la strada del Pratomagno, da cui si raggiunge il bivacco con una camminata piuttosto semplice. Durante le sere estive non è raro scendere sotto gli 8-10 °C e la zona è frequentata soprattutto da cervi e caprioli.
Rifugio del Montanaro, tra le faggete della Foresta del Teso
Rifugio del Montanaro è una capanna sociale situata a 1.567 metri, nel cuore della Foresta del Teso. La struttura dispone di dodici posti letto, servizi igienici, acqua corrente, pannelli fotovoltaici e una cucina utilizzabile dagli escursionisti. Il piccolo bivacco annesso rimane sempre aperto anche quando il rifugio non è gestito.
Il parcheggio più comodo è quello di Casetta Polledrari; da qui il sentiero richiede circa trenta minuti di cammino. La zona è una delle più fresche della Toscana durante l'estate e rappresenta un ottimo punto di partenza per raggiungere il Monte Gennaio o il Corno alle Scale.
Rifugio Le Fontanelle, nel Parco delle Foreste Casentinesi
Nel Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi si trova Rifugio Le Fontanelle, un piccolo rifugio immerso in una faggeta secolare. Durante l'estate viene normalmente gestito, mentre in altri periodi è disponibile in autogestione su prenotazione. Dispone di dodici posti letto ed è uno dei punti di appoggio più apprezzati dagli escursionisti diretti verso il Monte Falterona.
Il parcheggio dei Fangacci dista circa venti-trenta minuti a piedi. Qui il clima resta piacevole anche ad agosto e non è difficile osservare cervi, rapaci e numerose specie di uccelli che popolano il parco.
Bivacco Porcili, in Lunigiana
Per chi cerca un ambiente ancora più essenziale, Rifugio Porcili rappresenta una delle soluzioni più autentiche dell'Appennino toscano. Il bivacco è aperto tutto l'anno e viene mantenuto grazie al lavoro dei volontari del CAI Filattiera. Poco sotto la struttura si trova una sorgente naturale che, nei mesi di agosto, può andare in secca.
L'accesso richiede un'escursione di media difficoltà, motivo per cui è consigliato a chi ha già un minimo di esperienza sui sentieri. Proprio l'isolamento rende questo luogo particolarmente silenzioso e poco frequentato.
Rifugio Porta Franca, sopra la Valle dell'Orsigna
L'ultimo suggerimento è C. A. I. Rifugio Porta Franca, uno dei rifugi più conosciuti dell'Appennino Pistoiese. La struttura principale dispone di ventiquattro posti letto durante il periodo di apertura, ma è presente anche un locale invernale sempre accessibile con quattro posti destinati alle emergenze.
Si raggiunge lasciando l'auto nell'area di Piangrande e proseguendo per circa mezz'ora lungo il sentiero. La posizione, al limite tra pascoli e faggete, permette di affrontare numerosi itinerari senza dover cambiare punto di partenza e offre temperature decisamente più fresche rispetto alla pianura, anche nelle settimane più calde dell'anno.
La montagna toscana conserva ancora una rete di rifugi e bivacchi poco conosciuta rispetto alle Alpi o alle Dolomiti, ma proprio questa dimensione più raccolta rappresenta uno dei suoi punti di forza.





